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Numero 1 - Marzo 2003

 

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Tecnica: Yoko Geri

Cos’è il Piano Anatomico?

Su quali e quanti Piani si sviluppa la tecnica di Yoko Geri?

Piano Anatomico

Si tratta della raffigurazione del corpo umano che siamo abituati a vedere sui libri di testo sin dall’infanzia. Per piano anatomico si intende convenzionalmente il corpo umano in posizione eretta, talloni uniti e punte dei piedi divaricate a circa 45º, le braccia distese, leggermente allontanate dal tronco, con i palmi delle mani rivolti in avanti.

Questa viene assunta come la posizione anatomica di partenza.

Relativamente al movimento e quindi la sua corretta interpretazione, il corpo umano è diviso in 3 piani anatomici:

bullet Piano Frontale                                  (l’asse X nella rappresentazione Cartesiana)
bullet Piano Sagittale o Mediano               (l’asse Y nella rappresentazione Cartesiana)
bullet Piano Trasversale o Orizzontale      (l’asse Z nella rappresentazione Cartesiana)

Ognuno di questi divide il corpo in due metà:

bullet Anteriore e Posteriore sul Piano Frontale
bullet Destra e Sinistra sul Piano Sagittale
bullet Inferiore e superiore sul Piano Trasversale

 

I movimenti eseguiti sul piano frontale si definiscono di abduzione (quando un arto si allontana dal piano sagittale del corpo) e di adduzione (quando un arto si avvicina al piano sagittale del corpo).

I movimenti eseguiti sul piano sagittale si definiscono di flessione (quando un arto si avvicina al tronco–piano frontale-), per i quali intervengono i muscoli flessori e di estensione (quando l’arto  si allontana dal tronco–piano frontale-), per i quali intervengono i muscoli estensori.

I movimenti eseguiti sul piano trasversale sono tutti quelli che prevedono una rotazione assiale, quindi intrarotazione (quando avviene una rotazione verso l’interno del tronco) ed extrarotazione (quando la rotazione avviene vero l’esterno del tronco), che nel loro complesso vengono definite circonduzione (quando l’osso di una articolazione può eseguire movimenti angolari nelle diverse direzioni).

Yoko Geri

Definito in Italiano come calcio laterale.

Può essere eseguito partendo dalla posizione didattica di base, cioè con il corpo parallelo all’asse dello spostamento (kida dachi) oppure partendo dalla posizione frontale, perpendicolare all’asse di spostamento (zenkutsu dachi).

La parte del piede indirizzata al bersaglio è quella esterna (sokuto), sia che il calcio venga eseguito in modo frustato (keage) oppure spinto (kekomi), quindi la rotazione assiale della caviglia in preparazione del calcio (lo sokuto) produce un primo movimento di intrarotazione sul piano trasversale.

I due tipi di calcio si differenziano per l’esecuzione del movimento. Nel primo è costituito dalla estrema  fluidità del gesto, cioè continuità del movimento che conduce alla frustata, dove l’articolazione del ginocchio viene mantenuta flessibile e l’azione dell’anca produce una oscillazione.

Quindi la direzione della tecnica produce un movimento di abduzione sul piano frontale, con una traiettoria circolare verso l’alto:

Nel secondo si accentua l’azione di caricamento del ginocchio e l’azione dell’anca è caratterizzata da una forte spinta verso il bersaglio. Quindi la direzione della tecnica produce un movimento di abduzione sul piano frontale, con una traiettoria lineare, sempre indirizzata verso l’alto, concentrandosi però nella spinta verso il bersaglio.

 

Se prendiamo in esame l’esecuzione di Yokogeri partendo da una posizione di Kiba Dachi, osserviamo che lo schema motorio del calcio prevede un movimento sul piano frontale di abduzione, poiché l’arto si allontana dal corpo per colpire il bersaglio, quindi fa seguito un movimento di adduzione, poiché l’arto viene immediatamente richiamato, cioè si riavvicina al corpo dopo avere eseguito la tecnica.

Le tecniche di calcio prevedono una azione di caricamento, cioè la flessione del ginocchio, che si avvicina al tronco, la flessione dell’arto poggiato a terra per ottenere stabilità e generare la forza di spinta.

Quindi il risultato di tale osservazione consente di concludere che Yokogeri si sviluppa sui 3 piani anatomici, dei quali però notiamo con maggiore chiarezza il piano frontale ed il piano sagittale, poiché la rotazione assiale del corpo, quindi sul piano trasversale, è limitata alla sola articolazione della caviglia.

Considerando l’esecuzione della tecnica in un ambito diverso, cioè di kihon superiore e nella sua possibile applicazione, osserviamo che il movimento non si sviluppa solo con il corpo parallelo all’asse di spostamento, ma con il corpo perpendicolare allo stesso.

In questo caso avremo sempre un movimento di caricamento del ginocchio (flessione dell’arto), detto caricamento frontale, che si sviluppa sul piano sagittale.

Quindi osserviamo lo sviluppo del movimento che inizialmente vede l’arto in estensione, ancora sul piano sagittale, una rotazione sull’asse del corpo sul piano trasversale ed infine una abduzione finale, cioè sul piano frontale, poiché la posizione del corpo è in quel momento parallela all’asse dello spostamento.

Osservando quindi l’esecuzione della tecnica in questo contesto, ritengo di poter affermare che la stessa si sviluppi su tutti e 3 i piani anatomici, in maniera estremamente evidente e visibile.

A cura di Loris Corbari 

 

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